Con lo scoppio della pandemia di Covid-19, la chiusura generale decretata dal Governo ha costretto a ripensare la nostra vita e anche le attività del Politecnico. Il lavoro di studenti e personale si è spostato online, con conseguente aumento del traffico di rete e dello stress sulle infrastrutture.

Una ricerca condotta dal Centro SmartData@PoliTO, con la collaborazione dell’Area Information Technology di Ateneo, fotografa i cambiamenti del traffico internet visto dai server del Politecnico, rivelando dati interessanti.

Il team guidato dal professor Marco Mellia, docente del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni e coordinatore del Centro SmartData@PoliTO, e composto dal ricercatore Martino Trevisan, dai dottorandi Francesca Soro e Thomas Favale, oltre che da Idilio Drago, ricercatore dell’Università degli Studi di Torino, ha monitorato l’entità del traffico di rete internet dal 1 febbraio fino agli inizi di aprile, per capire come è cambiata la situazione.

Con l’attivazione della didattica a distanza e l’utilizzo del lavoro da remoto si è verificato un completo ribaltamento tra il traffico in entrata e in uscita. Le connessioni in ingresso sono crollate, mentre è aumentato il traffico in uscita, proprio perché le sedi si sono svuotate. I dati di ingresso si sono ridotti di 5 volte (da circa 1,5 Gigabit al secondo a poco più di 300 Megabit), mentre in uscita si è verificato un incremento di quasi il triplo (da 1 a 2,5 Gigabit al secondo). Solo per la didattica a distanza questo equivale a circa 16mila accessi quotidiani per gli studenti del Politecnico, che ogni giorno seguono le oltre 600 lezioni in streaming video.

Rispetto a prima dell’emergenza – spiega Martino Trevisan – c’è stato un forte aumento del traffico di videostreaming e riduzione di quello web normale, dovuto alle lezioni online. Un fenomeno comune in questo periodo, si pensi all’aumento di audience dei servizi di streaming online, ma che nel contesto di Ateneo ha subito un’impennata notevole per la scelta di installare in house i server per la didattica remota”.

Questi cambiamenti hanno sottoposto la rete internet a uno stress senza precedenti ovunque nel mondo. Internet però ha retto molto bene lo shock. Nello specifico al Politecnico, grazie all’abbondante capacità di calcolo e a un servizio di alto livello, la rete non ha mai superato più il 15 per cento della sua capacità.

Il monitoraggio del traffico della rete del Politecnico ha permesso al gruppo di ricerca di verificare anche le differenze tra i diversi operatori e di quantificare il divario digitale tra le regioni italiane. “Il dato interessante rilevato seguendo il traffico internet fatto dagli studenti rimasti bloccati nei loro luoghi di origine – spiega ancora Trevisan – è che non si osservano grandi differenze tra le diverse regioni italiane e si presenta una situazione non omogenea, malgrado la buona tenuta dimostrata”.

In questo senso, quanto fatto dal Politecnico può diventare un modello da seguire anche una volta terminata l’emergenza. L’Ateneo si è affidato a strutture e conoscenze interne, potenziando nel tempo il servizio e il personale dell’Area Information Technology per gestirlo. “Questa esperienza potrà essere utile nel futuro – osserva Francesca Soro – per mettere a punto una strategia di sviluppo della rete. Prima internet era considerato da alcuni un servizio accessorio, mentre adesso ci siamo accorti di quanto siano importanti le infrastrutture di connessione per il lavoro e la vita”. Il lavoro durante la pandemia e il lockdown ha fatto maturare un’esperienza unica, che potrà essere messa al servizio del territorio.

Abbiamo davanti un’opportunità – aggiunge Thomas Favale – Implementare le lezioni online aiuterebbe gli studenti che non riescono a raggiungere Torino e sarebbe un vantaggio anche dal punto di vista della qualità della vita e dello studio all’interno dei locali del Politecnico, liberando risorse e migliorando i servizi. I dati raccolti serviranno per ottimizzare i sistemi”.

Conclude il professor Marco Mellia, responsabile del progetto di ricerca: “Il grande sforzo fatto dal Politecnico per preparare il sistema di lezioni online ha pagato: è stata una sfida tecnica e una scelta vincente, vista la soddisfazione degli utenti primari, che sono i nostri studenti. Internet ha retto l’impatto dell’aumento di connessioni e questo ci fa riflettere per il futuro del lavoro da remoto, della collaborazione a distanza e della didattica online”.